Non c’è virus che possa fermare la corsa a piedi nudi degli “zingari” di Pacentro

“Quella della Corsa degli Zingari – racconta Giuseppe De Chellis Presidente dell’Associazione Culturale “Corsa degli Zingari – è una tradizione molto sentita che non sembra temere il trascorrere del tempo. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà sopraggiunte a causa del Covid, ce l’abbiamo messa tutta affinché si svolgesse lo stesso, per quanto possibile e nel rispetto assoluto delle norme. Si tratta di una corsa di circa 800 metri con una pendenza del 65%, dunque un tragitto parecchio ripido seppur apparentemente breve…”

Ogni prima domenica di settembre a Pacentro, piccolo paese in provincia de L’Aquila ai piedi del Monte Morrone, si svolge una tradizione secolare che coinvolge e affascina chiunque abbia la fortuna di imbattervisi. Si tratta della Corsa degli Zingari, una competizione unica nel suo genere, le cui origini si perdono nel tempo. Il nome di questa antica corsa non ha nulla a che vedere con le popolazioni nomadi ma è legato al dialetto pacentrano che, con il termine “zingaro”, intende una persona nuda, spoglia, priva di tutti gli averi.

Se le motivazioni che hanno dato vita alla corsa sono molteplici e si collegano ad altrettante leggende mescolate a testimonianze storiche risalenti a più di mille anni fa, quelle che continuano a mantenerla viva sono molto forti e resistono ai cambiamenti sociali e culturali. L’edizione numero 570 si svolgerà domenica 6 settembre 2020 nel piccolo paese abruzzese a pochi chilometri da Sulmona, anche se, visti gli avvenimenti legati alla pandemia Covid 19, quest’anno  la corsa subirà qualche accorgimento, e non tutto potrà svolgersi secondo la tradizione .  

“Quella della Corsa degli Zingari – racconta Giuseppe De Chellis Presidente dell’Associazione Culturale “Corsa degli Zingari – è una tradizione molto sentita che non sembra temere il trascorrere del tempo. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà sopraggiunte a causa del Covid, ce l’abbiamo messa tutta affinche si svolgesse lo stesso, per quanto possibile e nel rispetto assoluto delle norme. Si tratta di una corsa di circa 800 metri con una pendenza del 65%, dunque un tragitto parecchio ripido seppur apparentemente breve.  La particolarità di questa competizione sta nel fatto che chi affronta il percorso lo fa a piedi nudi, per questo non tutti possono affrontarla, proprio per le sue caratteristiche particolari. Pacentro ospita questa manifestazione da secoli e continuerà a farlo anche in futuro. Fino ad alcuni anni fa, era consentito solo ai pacentrani residenti in paese o alle persone  con origini pacentrane di partecipare alla corsa; da qualche tempo abbiamo invece deciso di dare la possibilità a chiunque di iscriversi. Vogliamo aprirci al mondo e fare in modo che questa manifestazione sia conosciuta da più persone possibile perchè lo merita”. 

Proprio per giungere a più persone possibili, quest’anno la Corsa degli Zingari sarà trasmessa in diretta streaming sul sito www.apktv.it e su www.corsadeglizingari.it. Giuseppe De Chellis e gli organizzatori della manifestazione si stanno adoperando molto in questi anni per fare in modo che l’attenzione sulla competizione pacentrana cresca sempre più, unendo l’ innovazione al recupero delle radici storiche. 

Quest’anno, per volere degli organizzatori, i vincitori della corsa saranno premiati davanti alla chiesa della Madonna di Loreto, luogo molto importante per i pacentrani. Nel passato partecipare alla corsa era sì un prestigio ma anche la maniera per aggiudicarsi il premio più ambito ovvero il ‘taglio di tessuto’. 

“Si trattava di un premio assai importante – precisa De Chellis-al di là dell’indubbio orgoglio che interessava il vincitore di turno. Il taglio di tessuto serviva infatti per farsi confezionare un vestito. Si trattava di tessuti pregiati che non tutti potevano permettersi quindi chi se lo aggiudicava otteneva un dono non indifferente per quell’epoca”.

Nei nostri tempi invece, la partecipazione alla corsa assume sicuramente  un significato simbolico che si lega di più a questioni identitarie. La particolarità della competizione e la durezza del percorso rendono la corsa un’esperienza unica e irripetibile, sia per chi vi prende parte che per chi vi assiste. A tenere viva la tradizione della Corsa degli Zingari sono sì i partecipanti ed è sì l’impegno intenso degli organizzatori, ma è anche l’aiuto economico degli sponsor che rendono possibile la riuscita dell’evento. 

“L’edizione di quest’anno – conclude De Chellis – si terrà a porte chiuse. I partecipanti (che non sono mai di norma più di 35 ma che quest’anno saranno meno ) dovranno rispettare le precauzioni del caso, nonché tener fede a tutte le norme di distanziamento sociale previste dalle autorità. Purtroppo per mandare avanti la manifestazione anche in questa situazione abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa : la competizione ad esempio è sempre preceduta dalla cosiddetta ‘Corsa degli Zingarelli’, ovvero una gara i cui partecipanti sono i bambini dai 7 ai 12 anni. Quest’anno siamo stati costretti ad evitare. I partecipanti alla gara principale potranno essere accompagnati solo da un componente del proprio nucleo familiare. 

Si tratta di una scelta che abbiamo preso per una questione di sicurezza. Come già detto solo per quest’anno eccezionalmente i partecipanti saranno soltanto pacentrani:questo per tenere monitorati loro e le loro famiglie in caso di Covid, anche se tutti sono stati sottoposti a tampone. L’edizione 2020 abbiamo deciso di dedicarla a tutte le italiane e gli italiani che sono deceduti a causa del virus, la nostra corsa sarà per loro perché vogliamo sconfiggere questo nemico invisibile. Ci auguriamo che già dall’anno prossimo si potrà riprendere la tradizione nella sua interezza. Noi ci impegneremo sempre per fare della Corsa degli Zingari un evento sempre più grande e importante, magari anche grazie alla partecipazione come ospiti di due personaggi assai noti nel mondo (anche se con ruoli molto diversi) e di origini pacentrane: il segretario di stato americano Mike Pompeo e soprattutto la star della musica Louise Veronica Ciccone, l’inimitabile Madonna. La aspettiamo con ansia, lei sì che sarebbe la testimonial degna di una manifestazione così unica”.

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